SIAMO TRANSITO

Aggiornato il: mar 31

Negli ultimi tempi vengono usate alcune parole in modo molto ripetitivo e questo fa sì che tali parole perdano il loro significato, si svuotino. Questo avviene sia per chi le pronuncia, sia per chi le riceve, divenendo così parole senza il senso che formano un linguaggio solo concettuale.

In molte delle nostre conversazioni spirituali, conferenze, incontri o tramite la lettura dei diversi libri o blog, le parole che vengono più spesso usate sono:


Quarta dimensione , Transizione , Ascensione, Evoluzione e tante altre.

Desidero in questo articolo porgere la mia attenzione sulla seconda parola, “transizione”.


Di natura sono stata in passato insicura di ciò che il mio istinto mi dettava e delle conoscenze che negli anni avevo acquisito. Ho sempre pensato che l’istruzione che avevo non era mai abbastanza e che anzi avrei dovuto impegnarmi ancora di più. Ma per quanto mi sforzassi non mi sentivo appagata, non sarei mai riuscita a leggere tutti i libri che avrei voluto. Decisi quindi di abbandonare l’accanimento che mi pervadeva e di vivere con maggiore flessibilità. Scegliere di sperimentare la mia natura è stata la più grande scoperta degli ultimi anni, affidarmi solo a ciò di cui ero fatta in quel momento, senza bisogno di manuali o di libri, ma ascoltando l’istinto e leggendo solo l’intuito che mi regalava, senza sforzi, tanta sapienza. Questa mia fragilità perpetuata negli anni mi ha regalato l’abitudine, che ancora oggi conservo, di tornare al significato etimologico e semantico delle parole che ascoltavo o che leggevo per riappropriarmi di un linguaggio equilibrato. Iniziai così a riprendere in mano il caro e vecchio vocabolario (treccani nello specifico, per il rispetto che ho per la sua tradizione editoriale) e a consultarlo per il meglio, mettendo ordine ai diversi concetti che ruotavano attorno a quella o a quell’altra parola.


Le parole come: egoismo, accettazione, disciplina e molte altre spesso vengono confuse dai nostri costrutti di vita personale o ancor peggio vengono comprese con un significato inappropriato all’argomento in cui esse vengono utilizzate. Trovare quindi la corretta collocazione del loro significato voleva dire per me ridare splendore e riscoprire il loro vero potere, ripulendomi da piccoli giudizi e/o pregiudizi confezionati dalla mia cultura socio/religiosa. Il tempo speso alla mia ri-educazione ha reso il mio pensiero meno giudicante, evitandomi inutili distrazioni e dispendi di energia.


Volendo discutere della seconda parola “transito” andiamo quindi a prendere in mano questo tomo virtuale per leggere insieme il significato: transizione: http://www.treccani.it/vocabolario/transizione/


Dizionario

Spero che la lettura sia stata facile e soddisfacente in modo da poter proseguire sull’argomento. Ora che hai ritrovato l’etimo, il senso iniziale, possiamo proseguire in modo più diretto invitandoci poi a fare riflessioni.

Transito è un passaggio di tempo, un movimento da uno stato fisico ad un altro stato fisico, da una cultura ad una diversa cultura, è la creazione di nuovi sistemi sociali che si scostano dai vecchi, in sintesi significa andare verso il nuovo di conseguenza divenire un Essere nuovo.

E’ camminare su una strada che non se ne conoscono né i parametri né tanto meno i confini e che si può comprendere solo via via che la si percorre. Potresti quindi dire che il cammino, essendo verso il nuovo, è inevitabile che ti porti sensazioni come: sorpresa, stupore, rivelazione e conseguenti spostamenti di pensiero, di abitudini, di gusti, insomma dei veri e propri cambiamenti sostanziali. Potresti ritrovarti ad avere atteggiamenti fisici, emotivi e psicologici del tutto inaspettati ma che sono coerenti con le scoperte e le nuove intenzioni che stai vivendo.

E se in questa scoperta hai tratto supporto da letture sulla crescita personale, sull’anima, sull’alchimia occidentale, aggiungendo corsi per apprendere e praticare le energie sottili, come puoi pensare che gli eventi dentro ed intorno a te rimangano gli stessi?

Tutto appare in forma diversa, ignota. Aspetta!!! Fermiamoci un attimo su questa parola, “Ignoto”. Ti sei spaventato?

Tranquillo, si chiama superstizione e/o giudizio, passa presto se respiri. Facciamo una cosa, ritorniamo al caro vocabolario e digita on line: ignoto: http://www.treccani.it/vocabolario/ignoto/


Bene, il giudizio e la paura del non controllo si è acquietata, spero.

Ora, hai letto e compreso che non sto parlando di qualcosa di oscuro o di malevolo, ho utilizzato semplicemente la parola che più si addice agli avvenimenti che incontri. Ti invito quindi a “Stare” ad Osservare, segni, segnali e a scegliere di porti in modalità “neutra”su tali avvenimenti. Neutro, ecco un altro significato della parola ignoto.

Quindi verificato che: “nuovo” , “ignoto” e “neutro”, esprimono sfaccettature di uno stesso significato, non pensi che un atteggiamento neutro è più saggio da utilizzare nel cammino quotidiano?


Prima amavi la carne, il pollo e le galline ed ora piangi ad ogni uovo che si rompe, se prima ti piaceva stare fuori casa, ora piangi all’ascolto del mondo. Non agitarti, non pensare male di te, non usare tranquillanti, sei nel transito, stai cambiando e necessiti solo di ambientarti un pò di più e quindi rieducarti.

Ma se stai pensando che ciò che ti accade è strano, forse sinistro, che nessuno ti riconosce come quello di ieri, se pensi che papà e mamma, se ti amano, ti devono accettare per ciò che stai divenendo e che se il compagno/a ti conosce veramente deve seguirti, allora te lo debbo proprio dire: non ci siamo!


E’ stata ed è tua la scelta di volgere lo sguardo ed il tuo sentire ad altro e quindi il transito è tuo, è personale, non della mamma, del papà, del figlio o dei compagni.

Pretendere che chi ti ama, che chi ti circonda debba cambiare come stai cambiando tu, non è nel rispetto dell’altro, non è nel libero arbitrio dell’umana gente. Appare invece che potresti essere caduto nella trappola del transito ma non troppo, voglio intendere che ci sono ancora ancoraggi del giudizio dettato dalla paura. La paura di essere lasciati soli al mondo, la sindrome dell’anatroccolo, piccolo e nero.

Transitare verso il nuovo dunque non è un sottile conflitto interiore che mostra nel quotidiano un superficiale sorriso alla Pachamama e se pensi che sia corretto portare avanti una continua guerra per affermare che l’altro è sbagliato e che non sa, fermati!

Usa lo stop!

Stai, Respira e Osserva, sei con un piede nel nuovo percorso, è reale ma con l’altro sei nel vecchio.


Se vai verso il nuovo con parole, azioni, atteggiamenti di conflitto, competizione e negazione continue, sei nella paura, nella stasi.

Un’altra bella parolina, leggiamola assieme, stasi: http://www.treccani.it/vocabolario/stasi/

Che mi pare essere il contrario della parola, fluire: http://www.treccani.it/vocabolario/fluire/

Caro vecchio dizionario a quanto pare sei la nostra unica vera salvezza per mettere ordine in maniera semplice e spicciola.

E pensare che siamo solo all’inizio del transito e che le parole : nuovo, ignoto, neutro, stare, respirare, osservare, fluire sono le altre paroline che mi debbo ricordare ed appliccare.

Stiamo andando verso la ri-evoluzione, verso il riconoscimento della Verità che ogni anima porta con se per compiere questo cammino chiamato vita, in modo silenziosio e solitario.

In qualche libro sono sicura che lo avrai già letto; adopera questo silenzio e approfittane per osservare, evitando il piccolo giudizio e vedrai che anche tutto ciò che hai attorno, nel tempo, muterà. Non darti fretta, ognuno ha il suo di tempo e il tuo qual’è?


Questo atteggiamento ti permetterà in modo spontaneo di costruire con chiarezza la strada da percorrere in armonia e con la fiducia ritrovata del DIVINO, per divenire.

Inizia a meditare oppure continua; se invece vuoi uscire, esci e gioca nella natura, divertiti facendo quello che non ti sei permesso prima di fare.

Perché lamentarsi di ciò che ti accade? Sei proprio tu che hai meditato, fatto corsi per acquisire tecniche, sei tu che leggi di tutto e di più, non pensare che questa sia una lotta alla sopravvivenza, si chiama ri-sveglio.


... ... ...

Hai perso il parametro conosciuto? Va bene.

Hai perso il controllo ? D’accordo.

Hai perso la pazienza e sei più intollerante su tutto? Ci siamo!

Sei in transizione.

Se ti domandi il perché di tutte queste resistenze, Il tuo vecchio pensare risponderebbe che era meglio quando si stava peggio. Ma il tuo nuovo pensare invece cosa direbbe?

… …. …


Fai accadere l’Universo sconosciuto dentro di te, se lo ascolti scoprirai essere molto ironico e magari ti divertirai anche. Stiamo tutti imparando a riconoscere il verso di questa vita, da che parte prenderla, come viverla al meglio delle nostre possibilità, stiamo ridando Senso all’esistenza.


Ora facciamo silenzio e non ti pre-occupare di nulla, non serve, perchè non è ancora accaduto nulla, occupati invece di quello che c’è, fai vedere a te stesso la pazienza, in questo modo il cammino sarà semplice ed il transito, questo sconosciuto, non sarà più così temibile.

scritto da Cristina Pedetta

www.akasharegistri.com

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