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RELAZIONE CON GLI ESSERI SPIRITUALI

Aggiornamento: 11 feb 2023

La presenza di Esseri spirituali quali entità che vivono e stimolano un influsso sull’interiorità e nella vita dell’uomo è divenuta una sapienza sempre più debole fino a scomparire per la maggioranza delle persone.


L’umanità con i suoi ricorsi storici e l’indottrinamento di culture narcisistiche ha perso le antiche conoscenze non riconoscendo più le arcaiche doti della chiaroveggenza, intrinseche nell’uomo.


E’ parte del compito di evoluzione o (di ri-evoluzione) dell’umana gente riprendere il cammino di coscienza dell’esistenza di tutti gli Esseri spirituali.


Il compito è quello di mettersi in relazione con le alte Sfere spirituali attraverso la ricerca sincera e autonoma in modo da farne esperienza constante.

Un dialogo costante che sotto i propri sensi nel tempo si apre.

Si approfondirà la Loro conoscenza in modo da consentire Loro di venirci incontro per sostenere e consigliare la nostra esistenza.

Esistono gli esseri elementari appartenenti al regno vegetale, minerale, come le salamandre, ondine, o anche il piccolo popolo, così chiamato, fate, gnomi, elfi fino ad arrivare alle alte gerarchie degli Esseri spirituali.

Essi potranno venire in aiuto solo in misura di quanto noi ci mettiamo in relazione con loro, formandoci dei pensieri su di loro.

E’ la scienza dello spirito che si apre davanti ai nostri occhi e noi siamo chiamati a varcare la porta per sperimentare e mettere in terra.

I benefici che la relazione fa scaturire sono molteplici, sono dei veri impulsi , moti di vita che ci sostengono e accompagnano anche durante delle importanti scelte.


Per questo la figura dell’Angelo custode è molto viva nel mondo dell’infanzia e non solo. Gli Esseri spirituali vegliano e ci accompagnano nel cammino infondendoci pensieri armoniosi, sbalzi al petto d’amore, impulsi sottili che tessono le maglie dell’animo umano.


Alcuni di questi vengono evidenziati in questo elenco:

  • L'impulso a sviluppare fraternità fra persone, indicandoci che non è possibile essere felici finché altri esseri umani non sono infelici.

  • L’impulso a sviluppare una libertà religiosa che non si esprime principalmente nella pratica del culto legato alle chiese, ma nel vedere in ogni uomo un elemento divino e nel sentire l’incontro con ogni uomo come un “sacramento".

  • L’impulso ad una ricerca spirituale condotta in prima persona, a sviluppare un proprio pensiero individuale, ad integrare la sapienza che la scienza dello spirito offre per la nostra epoca e per amplificare la propria ricerca.

  • L’impulso a sviluppare una capacità di discernimento su tutte le realtà della vita, anche su quelle in cui non si è competenti.

Essendo questa una relazione come già detto, anche l’uomo da parte sua dovrà occuparsi di scambiare sostegno al mondo spirituale.

Questa visione deve essere integrata per essere compresa nella sua profondità. Come la terra necessita dell’acqua per far crescere il seme anche gli Esseri spirituali necessitano del nostro contributo per svolgere il loro compito.


Essi infatti desiderano scambiare la parte ideale che l’uomo esprime nel suo linguaggio, per poter meglio svolgere il proprio compito verso l’umanità.

Ciò che l’uomo conosce o ignora di Loro porta una differenza, perchè è come se venissero meno di un nutrimento, cioè quello dello scambio che regola l’esistenza tutta. Attendono i doni dall’uomo, mentre vive il suo cammino terreno.


Un esempio che R. Steiner porta come immagine è:

“Quando il Cristo ha fatto della Terra la sua dimora, dopo il mistero del Golgota, gli Angeli sono stati tristi perchè Egli non faccieva più parte del loro mondo, da quel momento Essi attendono intensamente di poterlo vedere risplendere attraverso i pensieri, parole e missioni dei singoli uomini incarnati, che a loro modo hanno "incontrato" il Cristo.”


Vivere in Cristo significa vivere nella propria vita concreta, morire e nascere, un continuo passaggio dalla morte alla vita, sperimentando il cadere e il risollevarsi, perché questa è l’esperienza cristica non l’io ma "il Cristo in me” IO SONO.


La ricerca non dovrebbe mai essere quella di sola conoscenza, ma una esperienza esistenziale. La scienza dello spirito non è fatta di verità astratte, ma d'impulsi che divengono pensieri che provocano una autentica ricerca per trasformarsi in vita, in atteggiamenti interiori, in orientamenti concreti.

"La scienza dello spirito deve trasformarsi in vita”.


Costruire nella vita una "forza spirituale" è “costruire una auto conoscenza" costellata da diverse esperienze umane come la pratica di qualunque forma artistica, all’impegno civile e professionale in diversi ambiti.

L’impegno etico di ogni persona nella propria vita individuale, familiare, professionale e di tutte le relazione (amicizie, rapporti di lavoro, rapporti di coppia, nella maternità o paternità) e tante altre ancora.


Bibliografia di riferimento:

Steiner: "Come si può superare l’angoscia animica del presente" conferenza del 10 ottobre 1916, edizioni Arcobaleno, pag. 35.

Conferenza di Steiner: "Cosa fa l’angelo nel corpo astrale dell’uomo" Zurigo 5 ottobre 1918.

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